PRESS E RICONOSCIMENTI

Marisa Dvari su Luxury report

Marisa Dvari su Luxury reportTerre di San Felice

On a bright Umbrian afternoon, Terre di San Felice looks almost too perfect to be real.

The small winery sits among rolling hills of Montefalco, with vines falling away toward the horizon and butterflies drifting through the air like something from a technicolor Walt Disney film

 It is a place that feels both secluded and deeply connected to its surroundings. After hearing the story, it seemed a place where family history and local tradition intersect in unexpectedly modern ways.

Okay. The story begins in 1909, when the ancestors of present-day owner Carlo Mancini bought these vineyards in Montefalco, what was then a rural outpost.

The land had once been tied to the Church, and like many properties in the area at the time, it passed into private hands.

For decades, Terre di San Felice was a remote family residence for relaxation. A place to visit on weekends but not run as a full‑time business, a thread in the background of family life.

Today, Carlo Mancini and his wife, Douchanka, still live in Rome but are increasingly present in Montefalco’s wine world.

The couple devote time and energy to the winery and to the local association of producers. Outgoing and gregarious, Carlo moves easily among fellow vignerons at regional events, greeting colleagues whose families have been rooted in Montefalco for a century or more.

Link su: theluxuryreport.com/terre-di-san-felice/

terre di san felice sagrantino in giara​Il Sagrantino Vinum Dei dopo un anno rispettivamente in vasche di acciaio e in tonneaux di rovere, secondo il disciplinare della DOCG, l viene messo per un anno in affinamento in jare di terracotta di Impruneta (FI). In questo modo, per la particolare micro ossigenazione di questo tipo di terracotta, avviene una migliore maturazione dei tannini che li rende più morbidi e meno aggressivi.

Nella foto: vini affinati in jare di terracotta: il ns Sagrantino Vinum Dei e vini bianchi provenienti dalla Georgia.

vino news 24
Sagrantino, un’Anteprima nel segno dell’evoluzione
di Lucia Immacolata Migliaccio

21 Giugno 2021

"... TERRE DI SAN FELICE

Montefalco Sagrantino + Montefalco Sagrantino Vinum Dei

3,5 ha, una rimessa nel Comune di Castel Ritaldi, pochi attrezzi e giusto qualche accorgimento per la gestione dei processi. Questi elementi sono più che sufficienti per la costruzione di una vera e propria chicca: passione e divertimento. I vini talmente arcaici da trovarsi catapultati tra le prime linee della modernità: insieme ai produttori che per fare vino usano l’anfora o vecchi torchi o ancora più remote tecniche micenee.

Il primo campione è inafferrabile e non può che nascondersi anche alla strappatura, quando con una leggera riduzione, fa di tutto per non mostrare il suo vero volto, per sembrare un liquido scontroso e poco edonistico. Si deve scardinare pazientemente la resistenza. Le virtù emergeranno con chiarezza, ed il vino inizierà finalmente a parlare. Con grande e pacata eloquenza.
Vinum Dei è un vino golosamente saporito. La firma del vigneron in tonneau e poi in anfora sa di prugna con appendice speziata, tè affumicato e un po’ di oliva nera essiccata e resina di pino. Potente e sciolto al palato, dal tannino al contempo vellutato ed incisivo."
L'ARTICOLO COMPLETO: https://www.vinonews24.it/2021/06/21/sagrantino-montefalco-2021-anteprima-nel-segno-evoluzione-lucia-immacolata-migliaccio/

Wine mag
Umbria, via il legno dal Sagrantino di Montefalco: la proposta che apre all’anfora di Antonio Di Spirito
di Davide Bortone

12 Giugno 2021

"... Terre San Felice, piccola cantina artigianale di Castel Ritaldi che sta effettuando prove di affinamento del vitigno Sagrantino in anfora. Si tratta di contenitori di terracotta naturale, non vetrificati, provenienti dalla Toscana, per l’esattezza da Impruneta.

«È una scelta dettata dalla crescente attenzione dei consumatori nei confronti di questo tipo di vinificazione – commenta a WineMag.it l’enologo Andrea Pesaresi (nella foto sopra)- nonché dalla mia esperienza con le anfore maturata in altre cantine come Annesanti e Ninni».
Soprattutto non sono un amante del legno – continua – così come i titolari di Terre San Felice, Carlo e Douchanka Mancini. Siamo convinti che perdere tutto quel frutto, ovvero il grande lavoro della vigna, portato in cantina al solo scopo di valorizzarlo nella sua integrità, sia davvero un peccato».
«La proposta di rendere facoltativo l’uso del legno – aggiunge Pesaresi – va proprio in questa direzione e aprirebbe le porte a tipi di affinamenti alternativi, capaci di esaltare le caratteristiche del Sagrantino giovane. Un’uva che ha bisogno di essere “ammorbidita”, ma non per forza con le tecniche attualmente previste dal disciplinare»."
L'ARTICOLO COMPLETO: https://www.winemag.it/umbria-via-legno-sagrantino-di-montefalco-proposta-anfora/

luciano-pignataro-wine blog
Anteprima Sagrantino di Montefalco
di Antonio Di Spirito

"Terre di San Felice – Vinum Dei
Profumi di frutta nera e note iodate; il tannino è imponente e gentile; il sorso è sapido, saporito, succoso, fresco e speziatissimo; la chiusura è piacevolmente amarognola."
L'ARTICOLO COMPLETO: https://www.lucianopignataro.it/a/anteprima-sagrantino-di-montefalco-2/199303/

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